INTERPRETA PAGINE DI LUDWIG VAN BEETHOVEN, BÉLA BARTÓK, ROBERT SCHUMANN, SERGEJ RACHMANINOV
Teatro Regio di Parma
sabato 5 aprile 2025, ore 20.30
Alexander Gadjiev, primo italiano dopo Maurizio Pollini a salire sul podio del Concorso Chopin, sarà il protagonista al Teatro Regio di Parma sabato 5 aprile, ore 20.30, del prossimo appuntamento della Stagione concertistica, realizzata dalla Società dei Concerti di Parma grazie al supporto del Comune di Parma, della Regione Emilia-Romagna, del Ministero della Cultura, Sinapsi Group e Chiesi Group.
Il pluripremiato artista italo-sloveno interpreta la Sonata n. 12, op. 26, e le Bagatelle op.126 nn. 1, 2, 4, 6 di Ludwig van Beethoven, All’aria aperta di Béla Bartók, Gesänge der Frühe op. 133 di Robert Schumann e la Sonata n.2 op. 36 di Sergej Rachmaninov.
Classe 1994, Alexander Gadjiev, Ambasciatore Culturale di «Nova Gorica/Gorizia, Capitale Europea della Cultura 2025», deve la sua passione per la musica alla sua famiglia, con madre e padre entrambi didatti e musicisti, e il suo stile alla sua città di origine, Gorizia, naturale crocevia di popoli, culture, lingue; fattori che hanno avuto un’influenza determinante sulla sua naturale capacità di assorbire, elaborare e rivisitare con gusto proprio, stili e linguaggi musicali diversi. Ha studiato al Mozarteum di Salisburgo con Pavel Gililov e alla Hanns-Eisler-Hochschule di Berlino con Eldar Nebolsin, diplomandosi nella primavera del 2022.
Nel 2021 vince il 1° premio al Concorso pianistico internazionale di Sydney, il 2° premio del Concorso internazionale Chopin e il «Premio Krystian Zimerman per l’esecuzione di una Sonata di Chopin». Dal 2019 al 2021, Gadjiev è «BBC New Generation Artist», riconoscimento che gli dà l’opportunità di esibirsi in rinomati festival e sale da concerto britanniche come la Wigmore Hall di Londra, tra le altre, e di collaborare con varie orchestre. Tutti i suoi concerti vengono registrati e trasmessi dalla BBC. A 20 anni vince il 1° premio al Concorso pianistico internazionale di Hamamatsu, dove riceve anche il «Premio del pubblico», e a 22 anni il 1° premio al «World Piano Masters» di Montecarlo.
Negli ultimi anni è stato invitato ad esibirsi in Giappone, Corea, Australia e nei principali festival e su alcuni dei palchi più prestigiosi, tra cui: il Festival di Verbier, il Festival MiTo di Torino, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Festival «Chopin» di Duszniki, il festival pianistico ClaviCologne a Düsseldorf, il Festival Rafael Orozco di Cordoba, il Festival di Lubiana, Bologna Festival, le Settimane Musicali per il Teatro Olimpico di Vicenza, il Festival Animato di Parigi, il Festival Kammermusik di Salisburgo, il Teatro La Fenice, la Kioi Hall e la Bunka Kaikan di Tokyo, la Kitara Concert Hall di Sapporo, lo Hyogo Performing Arts Center di Osaka, la Salle Cortot di Parigi, il Conservatorio di Mosca, e poi a Salt Lake City, Istanbul, Barcellona, Roma, Milano, la Wigmore Hall, il Festival di Albeburgh, La Roque d’Antheron. Nel 2022 ha debuttato trionfalmente con l’Orchestra Nazionale della Rai sotto la direzione di Fabio Luisi, successo che ha portato a nuovo ingaggio a dicembre 2023 con la bacchetta di Hannu Lintu. Durante la stagione 23/24 si è esibito, tra importanti debutti o attesi ritorni, in varie importanti stagioni concertistiche in Italia (Accademia Filarmonica Romana, Perugia Musica Classica, Associazione Musicale Lucchese, Ferrara Musica, Teatro Massimo Bellini di Catania, Unione Musicale di Torino), Francia (fra cui la Salle Gaveau), Germania, Regno Unito, Austria (con il significativo debutto al Musikverein di Vienna assieme all’Orchestra Filarmonica Slovena). Numerose sono le registrazioni per radio e televisione sia in studio che durante i suoi concerti. La registrazione live dell’International Piano Competition di Sydney per DECCA, è stata per lungo tempo l’album più venduto in Australia. A febbraio 2023, Alexander Gadjiev ha ricevuto a Lubiana il “Premio Prešeren”, la più alta onorificenza nel campo artistico conferita dal Presidente della Repubblica Slovena.È inoltre vincitore del 42° Premio Abbiati come miglior solista per l’anno 2022.
“Per universale consenso – scrive Giuseppe Martini, nella Sonata op. 26 Beethoven mette per la prima volta in discussione il modello classico sonatistico, e non tanto per via del primo in forma di variazioni (lo aveva già fatto Mozart) quanto perché nessuno dei movimenti ha forma sonatistica e tutti sono «pièces caractéristiques»: variazioni, scherzo, marcia funebre, rondò. Con l’op. 26 siamo nel 1801. Ventiquattro anni dopo Beethoven avrà compiuto il suo processo di disgregazione della forma sonata culminato tre anni prima nell’op. 111 (quella che per il Doktor Faust di Mann coincide con la morte della sonata come forma d’arte) e pubblicando le sei Bagatelle op. 126 dimostrerà che si può costruire un ciclo anche con semplici pezzi di un solo tema – «Ciclo di piccolezze» lo chiamava – ognuno dotato di un proprio carattere”.
“Per altrettanto universale consenso le Bagatelle op. 126 a loro volta aprono al mondo romantico schumanniano fatto di unità delle individualità e di collegamenti occulti, cioè i vari Papillons, Carnaval, Davidsbündlertänze, Kinderszenen e cose così, anche se è meno facile nei Gesänge der Frühe vedere un ciclo come nel Carnaval e nelle Kinderszenen, almeno al di là del suggerimento dell’autore che si tratta di cinque canti (Gesänge) legati alle emozioni della visione dell’alba (Frühe). Anzi a dire il vero è difficile vederci proprio l’alba, dal momento che alla placidità quasi sacrale dei primi due pezzi – e qui ci siamo – si sostituiscono colori spettrali e sguardi nel vuoto: per nulla giustificabili se l’alba fosse da intendersi, come parebbe lecito, sia con una sovrapposizione della figura della Diotima hölderliniana a quella della moglie Clara (lo autorizzano indicazioni nascoste dei nomi tedeschi di note-chiave), sia con la nuova amicizia dei coniugi Schumann verso il giovane Brahms. Troppo facile sarebbe tirare in ballo sintomi dello squilibrio mentale che lo colpirà l’anno dopo, nel 1854: qui anzi Schumann è lucidissimo nel costruire minime asimmetrie, improvvise svolte, frantumazioni formali”.
“Eppure si tratta comunque di un ciclo, almeno in grazia di collegamenti funzionali percepibili all’ascolto, come sono un ciclo le Bagatelle e come lo è la celebre All’aria aperta, uno dei frutti del fecondo 1926 bartókiano. Qui il sondaggio sulle sonorità della natura si avvale di un’esplorazione timbrica che inaugura la scoperta novecentesca del rumore come suono: ma se i rudi martellamenti del primo brano riprendono l’immagine di una fanfara paesana, i gorgoglii, gracidii, pigolii, cinguettii, fruscii della misteriosa «Musica notturna» vanno intesi come appropriazione, non come descrizione, della natura”.
“Il rumore, così come il ricorso alle melodie popolari ungheresi negli ondeggiamenti della «Barcarolla» e nelle imitazioni di cornamusa di «Musettes», che erano per Bartók una fuga dalle strettoie armoniche in cui era precipitata la musica occidentale, in All’aria aperta accedono a un livello conoscitivo superiore in cui la presenza umana assicurata dall’elemento folclorico viene progressivamente assimilata alle leggi di una natura misteriosa e totalizzante. Ciclo dunque, e non suite, per contenuti e atmosfere, oltre che per specularità di tempi (veloce, lento, scherzo, lento, veloce) e tonalità (Mi, Sol, La, Sol, Mi, tutte in maggiore)”.
“Anche le Bagatelle op. 126 hanno disposizione di tonalità studiata, sono collegate per terze maggiori: senza alterare quei rapporti, il programma ne accoglie però solo quattro, che sono – casualmente o no – le stesse che suonava in concerto Svjatoslav Richter, uno che ha riletto la storia della sonata come dispersione della forma organizzata (per cui delle Bagatelle contano le individualità dei pezzi, non la loro sistemazione formale), che da Beethoven porta ai russi del Novecento”.
“Ci sta dunque a perfezione la seconda Sonata di Rachmaninov del 1913 (ma l’ha rivista nel 1931 e ne ha approvata una terza versione fatta da Horowitz), che riprende gli antichi schemi sonatistici, compresi i contrasti tematici, unisce lirismo e virtuosismo, è livida e saturnina, omaggia all’inizio il mondo di Skrjabin, ma se ne allontana subito per interrogare cupamente i fondamenti di quella tradizione che Beethoven aveva cominciato a smontare a colpi di variazioni e marce funebri, dimostrando che l’edificio poteva stare ugualmente in piedi da solo.
PARTNER E SPONSOR
La Stagione del Teatro Regio di Parma è realizzata grazie al contributo di Comune di Parma, Ministero della Cultura, Reggio Parma Festival, Regione Emilia-Romagna. Major partner Fondazione Cariparma. Main partner Chiesi. Cultural partner Crédit Agricole. Media partner Mediaset. Main sponsor Iren, Barilla. Sponsor Agugiaro e Figna, CePIM, Grasselli, Parmacotto, Opem, GHC, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, Drill Pac, Rainieri, GloveICT, Amoretti. Security partner Metronotte. Educational partner Parmalat. Wine partner Oinoe. Mobility partner Tep. Radio Ufficiale Radio Monte Carlo. Fair Play partner Zebre. Con il contributo di Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Ascom Parma Confcommercio, Camera di Commercio dell’Emilia, Fondazione Monteparma. Legal counselling Villa&Partners. Con il supporto di “Parma, io ci sto!”. Sostenitori tecnici De Simoni, Teamwork, Graphital. Partner artistici e istituzionali Casa della Musica, Coro del Teatro Regio di Parma, Conservatorio “Arrigo Boito”, Società dei Concerti di Parma, Fondazione Teatro Comunale di Bologna, La Toscanini. La Stagione Concertistica del Teatro Regio di Parma è realizzata dalla Società dei Concerti di Parma grazie al supporto di Comune di Parma, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura, Sinapsi Group, Chiesi Group. Il Teatro Regio di Parma aderisce a Fedora, Opera Europa, Operavision, Emilia taste, nature, culture.
BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Biglietti da 6 a 35 euro. Agevolazioni e riduzioni sono rivolte a Under35, over 65 e abbonati alla Società dei Concerti.
Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it
I biglietti sono disponibili online su www.teatroregioparma.it
Orari di apertura: la Biglietteria del Teatro Regio di Parma è aperta da martedì a sabato dalle 10.00 alle 13.00, il mercoledì e il venerdì dalle 16.00 alle 18.00 e un’ora e mezza prima dello spettacolo. In caso di spettacolo nei giorni di chiusura, da un’ora e mezza prima dello spettacolo. Chiuso il lunedì, la domenica e i giorni festivi. Il pagamento presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma può essere effettuato con denaro contante in Euro, con assegno circolare non trasferibile intestato a Fondazione Teatro Regio di Parma, con PagoBancomat, con carte di credito Visa, Cartasi, Diners, Mastercard, American Express.
Parma, 1 aprile 2025
Paolo Maier Responsabile Comunicazione istituzionale, Ufficio Stampa, Archivio
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Teatro Regio di Parma
sabato 5 aprile 2025, ore 20.30
Pianoforte ALEXANDER GADJIEV
Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Sonata n. 12, op. 26
Tema con variazioni. Andante
Scherzo. Allegro molto
Marcia funebre
sulla morte d’un eroe
Allegro
Da Bagatelle, op. 126
1. Andante con moto
2. Allegro
4. Presto
6. Presto – Andante amabile con moto
Béla Bartòk (1881-1945)
Szabadban
(All’aria aperta), SZ 81
1. Sippal, dobbal (Con tamburi e pifferi)
2. Barcarolla
3. Musettes
4. Az éjszaka zenéje (Musica notturna)
5. Hajsza (La caccia)
Robert Schumann (1810-1856)
Gesänge der Frühe, op. 133
Im ruhigen Tempo
Belebt, nicht zu rasch
Lebhaft
Bewegt
Im Anfange ruhiges,
im Verlauf bewegtes Tempo
Sergej Rachmaninov (1873-1843)
Sonata n. 2, op. 36
Allegro agitato
Non allegro – Lento
Allegro molto
CONCERTISTICA 2025
Teatro Regio di Parma
15 febbraio 2025
FILARMONICA ARTURO TOSCANINI
violino ANNA TIFU
violoncello GIOVANNI GNOCCHI
direttore JOEL SANDELSON
Johannes Brahms, Carlo Nielsen
8 marzo 2025
pianoforte ANGELA HEWITT
Johann Sebastian Bach
5 aprile 2025
pianoforte ALEXANDER GADJIEV
Ludwig van Beethoven, Fryderyk Chopin, Robert Schumann,
Sergej Rachmaninov, Béla Bartók
11 aprile 2025
violino MASSIMO QUARTA
violoncello ENRICO DINDO
pianoforte PIETRO DE MARIA
Maurice Ravel
4 maggio 2025
fisarmonica RICHARD GALLIANO
George Gershwin
31 maggio 2025
Chitarre SERGIO E ODAIR ASSAD
Heitor Villa Lobos, Astor Piazzolla,
Egberto Gismonti, Radames Gnattali, Clarice Assad
In occasione del Paganini Guitar Festival 2025




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